Sabato, 28 Marzo 2020 19:02

LA MAGA DELLE SPEZIE DI CHITRA BANERJEE DIVAKARUNI

la maga delle spezie

 Chitra Banerjee Divakaruni è una scrittrice e poetessa indiana nata a Calcutta. Vissuta in India fino all’età di 19 anni si trasferisce nel 1976 negli Stati Uniti. Autrice di romanzi, poesie e libri per bambini, in molte sue opere ha affrontato temi legati soprattutto all’immigrazione, ponendo attenzione in particolar modo al mondo femminile.

Questa è la storia di Tilo, la maga delle spezie.

“Ne conosco origini, significato dei colori, profumi. Posso chiamarle una ad una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. Il calore che emanano mi scorre nelle vene” (Pag.3).

Tilo è un’incantevole signora indiana protagonista di questo romanzo. Vecchia signora solo nell’aspetto fisico, sì perché nessuno sa che in realtà dietro quel corpo da anziana si cela una giovane e bella donna. Del suo aspetto giovanile non rimane che un'unica traccia riscontrabile nei suoi occhi scuri simili ad un fuoco nero come i semi di sesamo.

Anche il suo nome Tilo è espressione chiara del suo profondo legame con le spezie, infatti il suo nome Tilo è l’abbreviazione di Tilottama che significa appunto semi di sesamo. Sesamo che come sua spezia principale lei invocherà spesso per essere aiutata nella sua nobile missione. Tilo, un nome che rimanda alla vita, alla speranza e alla salute. La sua magia si esprime nel momento in cui lei con abili mani mescola, mischia, trita e crea i vari miscugli di spezie. Sapientemente conservate sia all’interno della bottega che nel suo retro, Tilo parla con queste, chiede loro aiuto, le ascolta attentamente. Ogni capitolo di questo libro prende il nome di una spezia che la protagonista usa per aiutare i clienti che di volta in volta entrano nella bottega.

Curcuma, cannella, trigonella, assafetida, finocchio, zenzero, pepe, cumino, neem, peperoncino rosso, makaradwaj, radice di loto, sesamo. Sembra quasi che dalle pagine del libro si possa sentire all’olfatto il loro odore, che si possa vedere con la vista i loro colori e le loro composizioni a foglia a radice a polvere tutto ciò grazie alla maestria dell’autrice che riesce così a far immergere il lettore nella storia. Fin dall’inizia si capisce, pagina dopo pagina, qual è lo scopo della protagonista. L’autrice ce lo fa capire e vivere dopo aver raccontato un po’ della vita dell’anziana signora indiana proprietaria della bottega. Lo scopo di Tilo è quello di aiutare chiunque varca la porta del suo negozio, ogni personaggio avrà qualcosa da raccontare a Tilo la quale attraverso la magia delle spezie risolverà i loro conflitti e problemi. Eccola allora con la sua maestria utilizzare il cumino nero-blu per togliere il malocchio all’amico Haroun, tritare chiodi di garofano e cardamomo per aiutare Jagjit preso di mira dagli amici, mentre con la potenza dei semi di finocchio tenta di salvare la moglie di Ahuja dalla sua vita matrimoniale da incubo. Purtroppo c’è però un prezzo da pagare per questa sua grande missione di vita ovvero dovrà rinunciare alla sua giovinezza, alla sua famiglia, alla libertà ma soprattutto ai rapporti umani. Non dovrà mai legarsi a nessuna delle persone che entrano nella sua piccola bottega.

Cerchiamo di capire come nasce questo suo dono. La piccola protagonista del libro, Tilo, nasce sotto una cattiva stella ovvero quella di essere una bambina presagio questo secondo le antiche credenze del suo piccolo villaggio indiano, di mala sorte. Essere nata femmina le costerà l’abbandono della famiglia di origine, fin da piccola quindi vaga sola e impaurita per il paese fin quando rapita dai pirati verrà salvata dalla grande madre, un’antica saggia che conosce il potere delle spezie e insegna alle sue giovani adepte il loro potere. La piccola Tilo cresce quindi tra le spezie, le studia, le assapora, impara a mischiarle per far si che ne esca fuori il loro potere. Fin da piccola infatti si distingue tra tutte le altre adepte proprio per la sua capacità di entrare in sintonia con le spezie, di ascoltarle e di parlare con queste, proprio per questa sua grande dote viene scelta dalla grande madre. Questo suo potere le servirà poi quando diventerà l’anziana signora proprietaria della bottega di spezie di Oakland perché questa sua profonda conoscenza delle spezie le permetterà di vedere e sentire ciò che di solito si cela dentro ad ogni essere umano, ovvero i pensieri più profondi, quelli veri, intimi, quei pensieri mai detti ad alta voce.

La grande madre per farle mettere in atto la sua missione e tutto ciò che lei aveva imparato da piccola la manda in America, in una piccola bottega di spezie molto lontana dalla sua terra d’origine. È così che Tilo diventa la proprietaria di una piccola bottega di spezie dall’aspetto esterno non molto attraente ma con una grande e magica atmosfera al suo interno. La bottega si trova a Oakland in California, in un quartiere degradato della città, una specie di ghetto dove si trovano tanti indiani emigrati come lei. Uomini, donne, mogli, mariti, nonni e nipoti entrano ed escono dalla sua magica e colorata bottega, ognuno portando con sé il proprio carico di problemi, racconti di vita, speranza, illusioni, fatiche e delusioni. Storie di famiglie emigrate che si trovano a vivere in un paese lontano dal proprio di origine che si legano anche alla storia passata della protagonista stessa.

“La maga delle spezie” è un racconto magico, fantasioso, un racconto che ci permette volendo di fare un viaggio nel mondo colorato e variegato delle spezie. Pagina dopo pagina continuando nella lettura si ha la sensazione di entrare nella bottega come se si potessero quasi sentire tutti quegli odori e vederne i colori, come se si potesse ascoltare quello che le spezie ci vogliono dire, i loro magici poteri. Curcuma, cannella, sesamo, zenzero, cumino e tante altre legate ad un racconto magico, ad una sensazione visiva diversa, ad un gusto particolare. Dal racconto esce fuori quindi come ogni spezia si mescola alle varie tradizioni indiane, miti, leggende, credenze legate ad ogni cliente intrecciandosi saldamente alle diverse e forti emozioni che vive la protagonista. Tilo vive un forte conflitto interiore diviso tra la consapevolezza del privilegio e dell’importanza del suo potere unico e la voglia di avere un’esistenza normale che sembra poi finire con l’idea principale che il modo migliore di vivere e lo scopo principale di ogni essere umano è quello di mettere la propria vita al servizio degli altri.

Letto 52 volte Ultima modifica il Domenica, 19 Aprile 2020 12:29