Martedì, 02 Aprile 2019 18:46

Isole Nere. Le isole del vento e dei casi risolti.


9788872218211 0 221 0 75Fernando Muraca 52 anni, laureato in Lettere Moderne e Filosofia, oltre ad essere un grande scrittore è anche sceneggiatore, story editor e produttore creativo per la televisione per fiction in onda su varie reti nazionali e in molti paesi occidentali. Dal 2000 la sua attività si concentra soprattutto come regista e autore di film di finzione per il piccolo e grande schermo. Fra le serie televisive da lui dirette troviamo Don Matteo e Il Commissario Rex. Nel 2014 scrive e dirige per il cinema “La terra dei santi”, un lungometraggio sul tema della ‘ndrangheta dal punto di vista delle donne, ricevendo molti premi in Italia, Francia e Germania.

“Isole nere” segna, invece, il suo esordio nella letteratura noir. È uno di quei testi che entra a pieno titolo tra le storie poliziesche spesso ambientate su un’isola, storie di paese, di volti segnati dal vento e dal mare. Solitamente, proprio per questa attitudine, in questo tipo di romanzi si intrecciano le vicende professionali con quelle della vita privata dei vari protagonisti che in questo modo riescono a percepire e quindi molto spesso a portare a gala gli aspetti più oscuri e criminali della società. Delitti di mafia, delitti di amore, delitti di gelosie, sono questi i drammi vissuti nelle isole del vento, attraverso i quali i personaggi mostrano in modo chiaro a lucido alcuni aspetti della realtà vera e vissuta.

Isole nere, come dice Cristina Marra nella prefazione, mette in luce non solo le capacità investigative della protagonista “ma la capacità intellettiva di una donna capace nella sua intimità, di risolvere casi degni di un giallo alla Agatha Christie e Edgar Allan Poe”.

Fernando Muraca cura con minuzia lo stile, la purezza delle parole di una Sicilia per certi versi ancora molto oscura, senza usare nessun tipo di mediazione proprio per esaltarne la drammaticità della realtà di una terra baciata dal sole e accarezzata dal vento.

La protagonista di “Isole nere” è Isabella 35 anni, commissario a Lipari una delle isole Eolie, le isole del vento. Isabella giovane e singole, si dedica in toto al suo lavoro per evitare di fare i conti con un passato molto doloroso. Un lavoro per cui lei si annulla, un lavoro che è presente costantemente nella sua vita. È un dolore quello di Isabella radicato nel fondo del suo cuore che nonostante tutto le permette di scrutare l’animo umano per trarne la forza e così risolvere quasi sempre le sue indagini.

“E’ istintiva, con un olfatto pazzesco e una capacità di scrutare l’animo umano quasi infallibile perché sa ascoltare col cuore e vedere oltre le apparenze”. (Muraca, Isole nere pag. 19)

Un lavoro il suo non solo come detective, ma anche e soprattutto come studio sociologico della società che la circonda, una società nella quale Isabella cresce diventa donna e che quindi riesce a capire e studiare in modo perspicace e intuitivo. Verranno quindi, attraverso Isabella e il suo fidato braccio destro Carmelo, raccontate cinque storie nere che vanno a contrastare con il bianco e la brillantezza a volte accecante delle isole del vento. Vento, caratteristico di questi luoghi di vacanza e di spensieratezza, che scuote la realtà offuscando e coprendo i colori e le luci delle varie isole. Protagoniste indiscusse di questi racconti noir sono quindi le Isole Eolie focalizzando il centro di tutto il racconto nell’isolotto di Lipari.

Cinque racconti si susseguono nell’intreccio della trama del libro con il seguente ordine cronologico:

Di giorno e di notte: la prima storia è ambientata in un hotel di Lipari dove il commissario Isabella Granata viene chiamata a studiare un nuovo caso. Fin da subito il suo grande istinto le dice che il cadavere dell’uomo, un americano grassoccio e con il vizio di palpeggiare le donne, che galleggia nella piscina è stato ucciso da una donna. Le sue sensazioni, il profumo che sente nell’aria appena arriva sul luogo del delitto la portano ad indagare su una ragazzina, Angela, che fa l’inserviente nell’hotel della famiglia Spada. Piccoli indizi materiali e la sua grande scaltrezza la portano a risolvere questo primo caso.

La ragazza con l’arpa: Nino Schiavo un vecchio professore di musica in pensione vive ormai a Lipari e impartisce lezioni di arpa a due sorelle Charlotte e Amèlie. Due sorelle nate a Parigi, molto diverse tra di loro; una più giovane e di un talento straordinario nel suonare l’arpa, mentre l’altra più grande che suonava il flauto traverso non per bravura ma per imposizione la quale covava un forte senso di invidia nei confronti della sorella molto più brava di lei e più apprezza dai genitori. Invidia che la porterà a compiere un duplice e drammatico gesto folle. È qui, attraverso la risoluzione di questo caso, che Isabella dovrà fare i conti con i suoi pregiudizi che la porteranno poi ad abbandonare quel grande senso di colpa che porta dentro di sé. Perché è grazie al susseguirsi di questi casi che Isabella farà i conti con la sua vita, con il suo passato e con il suo presente.

Il sapore dell’acqua: delitto passionale? Vendetta familiare? Sono questi gli interrogativi di Isabella quando viene chiamata dal fedele Carmelo per il ritrovamento di un cadavere disteso sulla spiaggia. Iniziano così le indagini su un corpo nudo di un giovane uomo riverso sulla spiaggia con un unico segno distintivo: un tatuaggio raffiguranti due iniziali e con il ritrovamento in mare di un orologio sportivo che la vista e l’astuzia di Isabella intravede tra il luccichio delle onde del mare. Il commissario incastra così perfettamente i pezzi del puzzle e sbarca sulla piccola isola di Alicudi. Sarà proprio su quest’isola che finalmente Isabella riuscirà con la sua destrezza e alta intuizione ad arrivare alla soluzione anche di questo fitto e difficile caso di omicidio.

La natura divisa: è primavera e nel pescheto avvolto dall’aria tiepida della bella stagione giace il corpo inerte di una donna. Cristina, così si chiama, è una giovane donna di 35 anni con lunghi capelli neri amante dei gatti. È lei che ogni giorno porta il cibo della zona, proprio come aveva fatto anche quel giorno in cui viene uccisa, i quali stanno tranquillamente finendo il loro pranzetto accanto al cadavere della donna che li accudiva con amore e dedizione. Solo uno di questi resta accanto al corpo della povera Cristina e quando gli uomini della Scientifica cercano di allontanarlo questo si sposta di poco continuando ad osservare ciò che accade. Chi è la mano crudele che con un forcone ha ucciso Cristina? Perché una giovane donna di Como, forestiera proprio come Isabella, si trova sull’isola a comprare un vecchio casolare di campagna? Cosa cercava proprio in quel casolare di campagna colui che l’ha uccisa? La sua dedizione a questo lavoro e come sempre la sua grande scaltrezza l’aiutano anche questa volta a collocare nel giusto posto i vari eventi. Con questi interrogativi e con un nuovo amico, il gatto Vento fedele a Cristina, Isabella risolve anche questo difficile caso.

Il vino del diavolo: Salina, caldo torrido in un’estate noiosa e vuota. Un commissario, un prete e il cadavere di un corpo si trovano immersi nell’odore forte e pungente di vino. Il corpo di un uomo viene trovato riverso in mezzo alle botti dove viene conservato quel vino liquoroso tipico di quelle zone che diventerà poi malvasia. La scena del crimine che si presenta agli occhi di Isabella è quello di un cadavere per terra con accanto una botte squarciata da un’ascia che ha riversato sul pavimento tutto il suo contenuto. Il prete presente anche lui sul luogo del delitto è Don Marco Zirondoli, un amico di Isabella di cui lei era fortemente innamorata da ragazzina, per poi scoprire un giorno quando era ormai grande attraverso un telegiornale che quell’ amico di infanzia era diventato un prete. Don Marco è lì perché è distrutto dal dolore in quanto il copro ritrovato è quello di un suo carissimo amico. Ma chi e perché ha ucciso l’amico di don Marco? Quale mano così criminale e cattiva ha potuto uccidere con un’ascia un uomo? È con questi interrogativi che Isabella, prima di cercare le tracce organiche sul luogo del delitto che anche la Scientifica può rilevare, cerca quelle tracce occulte, quelle che solo lei può vedere nei modi di fare, nei comportamenti, negli atteggiamenti. C’è infatti qualcosa di malato in colui che sopprime la vita di un altro individuo e Isabella proprio grazie alla sua astuzia e finezza risolve questo enigma. Grazie a questo caso risolto, e grazie all’aiuto di don Marco riuscirà a chiudere un vecchio fascicolo legato ad un caso irrisolto della morte di un prete bergamasco che viveva a Stromboli, sul quale caso Isabella aveva studiato ma fin a quel punto mai chiuso.

Isole nere quindi, avvolte nel mistero nel buio e nell’oscurità di casi risolti. Isole del vento, della bellezza del mare, del rumore delle onde, della luminosità del sole e della brezza fresca e ristoratrice di Eolo.

Letto 116 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Aprile 2019 16:17