Martedì, 31 Maggio 2016 11:00

Ali riflesse nel sole, un dolore raccontato nelle pagine di un libro

foto libro latelliLina Latelli Nucifero nasce a Lamezia Terme; laureatasi a Messina in Lettere ha svolto la professione di docente di Italiano e Storia. Attualmente collabora come giornalista al Quotidiano della Calabria. Amante della poesia, una passione nata nell'autrice fin dalla sua adolescenza, molte delle sue silloge sono state riportate anche su diverse pubblicazioni antropologiche; una passione che si intensifica sempre di più nel corso degli anni. Dopo aver pubblicato la prima opera dal titolo Il canto delle sirene nel 1997 riscuotendo molti successi, Lina Latelli Nucifero pubblica una nuova silloge di poesie dal titolo Ali riflesse nel sole. Un’opera di recente presentata all’interno della rassegna “Maggio dei Libri” che si svolge ormai da anni nelle sale di Palazzo Nicotera a Lamezia Terme dove ha sede anche la Biblioteca Comunale. L’autrice con queste poesie scava nel profondo dell’animo umano, in un abisso del quale spesso nemmeno noi abbiamo piena coscienza, dal quale però riesce a trovare quella linfa vitale che le permette di imprimere nero su bianco, attraverso l’inchiostro di una penna, le emozioni, le voci, i suoni, le suggestioni, le immagini vissute. Una raccolta di poesie che Lina Latelli traccia con abilità letteraria riportando luoghi e sensazioni realmente vissuti nell’esperienza più forte e traumatica della sua vita, quella più toccante che lacera il cuore di ogni madre, il dolore sempre costante senza tempo per la perdita della figlia. Il mondo infatti si ferma nella sua immobilità agosto del 1999, un giorno in cui la sua vita si frantuma in mille piccoli cristalli fermando così il tempo e lo spazio del vivere della sua esistenza. Da quel giorno, maledetto, vive un dolore perenne che le fa vedere la vita e il mondo con occhi diversi ma, che nello stesso tempo, le permette di descrivere e di mantenere un dialogo con la figlia quasi mai interrotto. Un dolore che fa sì che quel filo che lega una madre alla propria figlia, non venga mai spezzato. Ciò che emerge leggendo Ali riflesse nel sole è l’unione di anima e dolore che, quasi a confondersi e fondersi l’uno nell’altro, permettono alla poetessa di trasformare ciò in poesia.

“Il dolore aiuta a vedere le cose sotto una luce nuova, a superare la banalità, a vedere le cose nella loro essenzialità – spiega l’autrice. Il dolore si colloca come comento catalizzatore dell’itinerario poetico uscendo dal privato per ricomporsi nella direzione del riscatto, dell’amore secondo il magistero di Cristo, nel bisogno di affetto, di urgenza di un abbraccio nel quale vince il male, la cattiveria, la disperazione. Eleva i sentimenti li purifica e interpreta la vita in modo più deciso, tonificato da una saggezza malinconica e riflessiva”.

Un dolore quindi che viene da dentro, dove l’io si ritrova ad essere come in un deserto arido, per essere esternato; un dolore non statico, fisso ma un dolore dinamico, che si muove generando vita. Leggendo la silloge dal titolo L’ora di piangere si percepisce e quasi si prova il dolore dell’autrice che grida al mondo come la sua anima racchiuda un io deserto che vive anzi sopravvive. Un io abbandonato al dolore che Lina Latelli racchiude e descrive in modo ancora più toccante nella poesia E tremano le lacrime, nella quale ella dice di essere smarrita e di chiamare la figlia nel suo deserto interiore senza avere nessuna risposta.

Emerge forte un anelito di speranza, un grido sommesso che esprime un desiderio intenso ovvero quello di ritrovare la serenità; un desiderio che viene identificato nel flusso continuo dell’acqua come fonte di purificazione. Un continuo susseguirsi di stati emotivi, la disperazione, il rimpianto, il dolore appunto. Sentimenti ed emozioni che accomunano tante persone che si trovano a vivere anch’esse lo stesso triste destino ma che l’autrice cerca, nonostante tutto, di incoraggiare e quasi a consolare percorrendo insieme il cammino della fede. È proprio questo senso di essere simili nelle sofferenze che rende le persone unite e più forti, unione nel segno della solidarietà che permette di uscire dallo stato di sofferenza perenne vissuto quotidianamente.

Ali riflesse nel sole è una raccolta divisa in due parti, nella prima troviamo una raccolta di poesie come se fosse un diario dell’autrice nel quale vengono riportati gli stati d’animo vissuti dopo la tragica perdita della figlia Alida, scomparsa a soli 25 anni per un banale errore medico. In queste prime poesie Lina Latelli cerca un conforto, una sorta di riscatto. Il dolore crea infatti un vuoto enorme attorno alla persona che soffre e per poter riuscire ad emergere da questo sprofondare contino secondo l’autrice bisogna tenere la mente sempre impegnata. Non fermarsi mai, non smettere mai di dimostrare il dolore, di renderlo vivo e visibile per potersi quindi incontrare con quelle persone che vivono le stesse sensazioni. Unirsi, unire la propria sofferenza per cercare di aiutarsi a vicenda.

La seconda parte presenta una serie di poesie che nascono da un occasione particolare, da un evento, da un’occasione particolare, da un ricordo, da un segno o da un’esperienza personale. Sono poesie nate da eventi successi nel mondo come il terremoto in Abbruzzo, le morti bianche, l’attacco alle torri gemelle, i continui flussi degli immigrati nei barconi, la guerra nelle terre dove nacque Gesù. Eventi per i quali ci si chiede il perché, che racchiudono dubbi e incertezze che non avranno mai una risposta ma che sono accomunate da un profondo desiderio di speranza.

Leggere queste poesie significa entrare nel profondo dell’anima della poetessa, nella sua parte più intima per scoprire e vedere con i propri occhi il dolore e la sofferenza. Vivere ciò e sentirne l’effetto. 

 

 

Valentina Caputo

Letto 740 volte Ultima modifica il Martedì, 31 Maggio 2016 17:03