i solitari di dioEnzo Romeo (Siderno 1959) è capo redattore esteri e vaticanista del tg2. Ha seguito le attività e i viaggi apostolici di Giovanni Paolo II e successivamente di Benedetto XVI. Romeo conosce molto bene i monti delle Serre testimoni di molte sue gite giovanili per cui conosce da vicino la Certosa di Serra San Bruno, tanto da crearne un reportage dettagliato riportato poi nel libro edito da Rubbettino dal titolo appunto “I solitari di Dio. Separati da tutto, uniti a tutti”.

Un luogo, quello delle Serre, che per lui da giovane era inviolabile e quindi nello stesso tempo affascinante che lo incuriosisce tanto da tornarci appunto da grande per realizzare questo suo libro reportage. Ed è così che in punta di piedi e rispettando il silenzio di questi luoghi lui e la sua troupe ripercorrono la vita dei certosini di Serra San Bruno. Vivono per dieci giorni le loro abitudini dall’alba alla sera, dai momenti di preghiera allo scoprire i mestieri che questi monaci svolgono all’interno del convento. Una clausura non forzata ma una clausura voluta, dettata dal loro attaccamento a Dio e alla preghiera, al loro voler essere testimoni dell’amore di Dio attraverso il silenzio e la preghiera. È proprio il silenzio il vero linguaggio di questi solitari di Dio , un silenzio fatto solo di preghiera solitaria e comunitaria.

San Bruno, fondatore dei certosini, vive gli ultimi anni della sua vita tra i monti di Serra luogo ideale per il suo sogno di vita da eremita. Nato a Colonia in Germania intorno al 1030 da una famiglia nobile, si trasferisce ancora giovane per studiare alla scuola del Duomo di Remis in Francia. Dopo aver fondato la prima certosa, che all’epoca veniva chiamata “Cortusia”, nel Delfinato regione del versante occidentale delle Alpi a sud-ovest della Savoia, Bruno riceve una grossa prova spirituale che gli cambierà la vita. Riceve la chiamata dal vicario di Cristo, Urbano II, già suo alunno alla scuola di Remis, che lo voleva accanto a sé nella città eterna al servizio della Santa Sede. Bruno lascia quindi la vita di clausura e il silenzio della Certosa per trasferirsi nella città della Santa Sede. Accade poi che Urbano II è costretto a fuggire da Roma poiché l’imperatore tedesco Enrico IV e l’antipapa Clemente III avevano invaso i territori pontifici. Fu così che Bruno si trasferì in Calabria ritirandosi nuovamente nella sua vita solitaria dedita al silenzio e alla preghiera. Il conte Ruggero d’Altavilla avendo saputo del suo esilio solitario gli offrì un territorio in una località chiamata appunto Serre a circa 850 metri di altitudine nell’attuale Calabria centro-meridionale.

9788872218211 0 221 0 75Fernando Muraca 52 anni, laureato in Lettere Moderne e Filosofia, oltre ad essere un grande scrittore è anche sceneggiatore, story editor e produttore creativo per la televisione per fiction in onda su varie reti nazionali e in molti paesi occidentali. Dal 2000 la sua attività si concentra soprattutto come regista e autore di film di finzione per il piccolo e grande schermo. Fra le serie televisive da lui dirette troviamo Don Matteo e Il Commissario Rex. Nel 2014 scrive e dirige per il cinema “La terra dei santi”, un lungometraggio sul tema della ‘ndrangheta dal punto di vista delle donne, ricevendo molti premi in Italia, Francia e Germania.

“Isole nere” segna, invece, il suo esordio nella letteratura noir. È uno di quei testi che entra a pieno titolo tra le storie poliziesche spesso ambientate su un’isola, storie di paese, di volti segnati dal vento e dal mare. Solitamente, proprio per questa attitudine, in questo tipo di romanzi si intrecciano le vicende professionali con quelle della vita privata dei vari protagonisti che in questo modo riescono a percepire e quindi molto spesso a portare a gala gli aspetti più oscuri e criminali della società. Delitti di mafia, delitti di amore, delitti di gelosie, sono questi i drammi vissuti nelle isole del vento, attraverso i quali i personaggi mostrano in modo chiaro a lucido alcuni aspetti della realtà vera e vissuta.

Isole nere, come dice Cristina Marra nella prefazione, mette in luce non solo le capacità investigative della protagonista “ma la capacità intellettiva di una donna capace nella sua intimità, di risolvere casi degni di un giallo alla Agatha Christie e Edgar Allan Poe”.

Fernando Muraca cura con minuzia lo stile, la purezza delle parole di una Sicilia per certi versi ancora molto oscura, senza usare nessun tipo di mediazione proprio per esaltarne la drammaticità della realtà di una terra baciata dal sole e accarezzata dal vento.

ormeggifestivalSi svolgerà nella città di Lamezia Terme “Ormeggi” Festival letterario ideato da Open Space-Associazione culturale, nato all’interno del progetto “impressioni mobili”. Associazione culturale che rientra tra i vincitori nell’ambito del Bando eventi culturali 2018 della Regione Calabria.

Il direttore artistico del festival è Simona Viciani, voce italiana del poeta statunitense Charles Bukowski; la quale presenterà in anteprima nazionale l’ultima opera di Bukowski “Taccuino di un allegro ubriacone” (Guanda 2019). Gli eventi del festival si svolgeranno da venerdì 15 a domenica 17 marzo in tre diversi luoghi della città: Chiostro Caffè Letterario (Piazzetta San Domenico), Sistema Bibliotecario Lametino (Piazza Tommaso Campanella) e TIP Teatro (via Aspromonte).

Il programma, ricco e variegato, prevede incontri con scrittori di caratura nazionale, ospiti dal mondo dello spettacolo, laboratori di scrittura e lettura, dibattiti, performance artistiche e musicali. Al termine di questi incontri, in serata, si terrà il “Dopo Festival” un momento di intrattenimento nel quale si parlerà con un linguaggio più conviviale e ironico dei vari temi affrontati durante la giornata.

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In Italia sono molti gli uomini illustri che hanno contribuito a creare e formare la storia del nostro bel paese. Di alcuni se ne tessono lodi in modo quasi esagerato di altri se ne ricorda solo se qualcuno ne pronuncia il nome.

Il bel paese non è fatto solo di poeti, letterati, imprenditori o politici; l’Italia è fatta di gente che ha scoperto le bellezza di questa terra e le ha esaltate.

Uno di questi, forse potremmo dire il primo è Luigi Vittorio Bertarelli industriale milanese, nasce nel 1859, geologo e speleologo italiano nonché affermato conoscitore del paese e instancabile viaggiatore. Sportivo di nascita e di vocazione si distingue soprattutto nell’allora nascente ciclismo italiano. Pioniere, considerato il più importante, del turismo italiano è stato il fondatore e il principale artefice del Touring Club Italiano, oggi un’istituzione fra le più popolari in Italia. Si inizia a conoscere e a parlare di Bertarelli nel momento in cui vengono ritrovati nella Biblioteca Nazionale di Firenze due diari di viaggi ciclistici da lui effettuati in Calabria e in Sicilia poco dopo la nascita del Touring Club Ciclistico Italiano, diventato poi nei primi del novecento TCI. I due diari del ciclista vennero pubblicati sul giornale sportivo “La bicicletta” di cui ne era collaboratore.

La scoperta di questi diari ha permesso agli studiosi che se ne sono occupati di rendere a Bertarelli il ruolo di pioniere del turismo italiano, di riconoscere quindi in quest’uomo il simbolo della nascita del turismo. Sfogliando gli opuscoli di questi suoi viaggi si può vedere e vivere i cambiamenti del paese, da rurale a quasi moderno con la nascita della prima rete ferroviaria che attraversava tutta l’Italia, e anche con la realizzazione delle prime vere e proprie strade che iniziavano ed essere più comode ed erano attraversate da uno dei primi mezzi di trasporto ovvero la bicicletta e poi successivamente dalla comparsa delle prime automobili. Cambia così necessariamente anche il modo di viaggiare e quindi di esplorare terre nuove che Bertarelli farà proprio grazie all’utilizzo della bicicletta. Un mezzo che in Calabria ancora non era conosciuto tanto che attraversandola la gente del posto lo considerata uno straniero proveniente dall’America.

foto libro latelliLina Latelli Nucifero nasce a Lamezia Terme; laureatasi a Messina in Lettere ha svolto la professione di docente di Italiano e Storia. Attualmente collabora come giornalista al Quotidiano della Calabria. Amante della poesia, una passione nata nell'autrice fin dalla sua adolescenza, molte delle sue silloge sono state riportate anche su diverse pubblicazioni antropologiche; una passione che si intensifica sempre di più nel corso degli anni. Dopo aver pubblicato la prima opera dal titolo Il canto delle sirene nel 1997 riscuotendo molti successi, Lina Latelli Nucifero pubblica una nuova silloge di poesie dal titolo Ali riflesse nel sole. Un’opera di recente presentata all’interno della rassegna “Maggio dei Libri” che si svolge ormai da anni nelle sale di Palazzo Nicotera a Lamezia Terme dove ha sede anche la Biblioteca Comunale. L’autrice con queste poesie scava nel profondo dell’animo umano, in un abisso del quale spesso nemmeno noi abbiamo piena coscienza, dal quale però riesce a trovare quella linfa vitale che le permette di imprimere nero su bianco, attraverso l’inchiostro di una penna, le emozioni, le voci, i suoni, le suggestioni, le immagini vissute. Una raccolta di poesie che Lina Latelli traccia con abilità letteraria riportando luoghi e sensazioni realmente vissuti nell’esperienza più forte e traumatica della sua vita, quella più toccante che lacera il cuore di ogni madre, il dolore sempre costante senza tempo per la perdita della figlia.

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